Insonorizzazione diretta e insonorizzazione indiretta
Un piano di risanamento acustico e una corretta vantazione di impatto acustico devono prevedere, ove necessario, interventi di insonorizzazione, che possono essere:
• diretti (insonorizzazione sulla sorgente);
• indiretti (insonorizzazione sul mezzo di propagazione o sul ricettore).
Gli interventi di insonorizzazione diretti mirano a ridurre la potenza sonora che la sorgente trasferisce al mezzo di propagazione.
Gli interventi di insonorizzazione indiretti, come quelli sul mezzo di propagazione, possono riguardare sia la componente diretta del campo acustico (interposizione di schermi di dimensioni finite tra sorgente e ricettore), sia la componente di campo riverberante (trattamento dell'ambiente con materiali fonoassorbenti). La scelta del tipo di intervento di insonorizzazione possibile dipende soprattutto dal beneficio che si intende ottenere e dalle caratteristiche dell'ambiente in cui sono racchiuse le sorgenti sonore, in particolare dal fatto che il ricettore si trovi in prossimità della sorgente da insonorizzare, (dove predomina il campo diretto) o a distanza (dove predomina il campo riverberante, come rappresentato nella figura 2).

Fig.2
In generale, gli interventi di insonorizzazione diretti sono i più efficaci, ma non sempre sono applicabili.
Gli interventi di insonorizzazione sulla sorgente richiedono una notevole conoscenza delle macchine o degli impianti, delle loro necessità tecnologiche (ventilazione, scambi di calore con l'esterno ecc.) e delle modalità di funzionamento (ispezionabilità, movimentazione di materiali in ingresso e uscita ecc.).
La tabella 2 riporta un elenco di interventi di insonorizzazione diretti su varie categorie di sorgenti. Non è certamente possibile in questa sede fornire indicazioni di carattere specifico per ogni tipologia di sorgente. Tuttavia, è importante ribadire che l'intervento di insonorizzazione alla sorgente è sempre il primo tipo di intervento da prendere in considerazione.
Interventi di insonorizzazione indiretti per varie categorie di contesti industriali
Tipo di sorgente |
Tipo di insonorizzazione possibile |
Efficacia |
Elevata densità di macchine rumorose all'interno di un ambiente riverberante |
Riduzione del riverbero ambientale tramite Baffles |
Insonorizzazione modesta (pochi dB) |
Elevata densità di macchine rumorose all'interno di un ambiente poco riverberante |
Miglioramento dell'isolamento dell'edificio verso l'esterno (chiusura di aperture, rinforzo delle metrature. . .) |
Insonorizzazione elevata, dell'ordine di 10 dB |
impianti esterni all'edificio molto rumorosi |
Costruzione dì appositi locali tecnici o incapsulagli barriere/tettoie |
Insonorizzazione elevata, dell'ordine di 10 dB |
impianti complessi, difficilmente racchiudibili in incapsulaggi, esterni all'edificio industriale |
Barriere |
Insonorizzazion modesta, ma molto dipendente da altezza e posizione della barriera |
Movimentazione materiali esterna all'edificio |
Utilizzo di motori elettrici, barriere, modifiche layout, magazzini in posizioni diverse |
Insonorizzazione dipendente dal tipo di intervento |
Tab. 3
La tabella 3 riporta un elenco di interventi di insonorizzazione indiretti, classificati in funzione delle caratteristiche dell'ambiente industriale su cui si interviene. Infine, vi sono interventi di insonorizzazione possibili sul ricettore, che può essere interno all'edificio industriale (gli addetti alle macchine) o esterno (una abitazione esterna al sito industriale). Nel primo caso la norma UNI EN 458 [2] permette di individuare il tipo di protettore auricolare adatto al caso specifico (si ricordi che tutti i dispositivi di insonorizzazione e protezione individuale, DPI, devono essere marcati CE). I protettori auricolari marcati CE devono essere dotati di manuale di istruzioni contenente i dati di attenuazione per bande di frequenza. Nel secondo caso gli interventi di insonorizzazione possibili sul ricettore si riducono a barriere e infissi fonoisolanti.
Naturalmente, l'utilizzo di infissi fonoisolanti è quasi sempre da accompagnarsi con sistemi di condizionamento dell'aria, in quanto l'infisso è efficace solo quando chiuso. Molto più pratiche sono le barriere acustiche, ormai prodotti in svariate tipologie di materiali e forme (calcestruzzo, legno, pannelli fonoassorbenti metallici, lastre in materie plastiche trasparenti, rilevati inerbiti in terra ecc.).
Come si programmano gli interventi di insonorizzazione?
Per ottenere un corretto piano di lavoro nel contesto di un risanamento acustico occorre procedere secondo il seguente schema (proposto dalla norma ISO 11690-1 [3]):
• determinare gli obiettivi;
• identificare le sorgenti e ordinarle in funzione dell'importanza;
• valutare i possibili interventi di insonorizzazione (come definiti sopra: insonorizzazione diretta e insonorizzazione indiretta),
• stendere un piano di risanamento concreto (stabilendo gli interventi in ordine di priorità);
• implementare gli interventi;
• valutare i risultati ottenuti (collaudo). Come esempio riportiamo un caso di valutazione del rumore in un ambiente di lavoro a elevata rumorosità (stampaggi a caldo), per il quale è stata richiesta una vantazione dei possibili interventi di insonorizzazione. Dopo una caratterizzazione degli interventi si è pervenuti a una mappa della rumorosità ambientale (Fig.3).

Fig. 3
Il caso in questione è stato risolto lavorando sulle singole sorgenti, costituite da presse, per le quali si sono realizzati interventi di insonorizzazione di diverso genere (inserimento di silenziatori per i getti di aria compressa, incapsulaggi parziali, protettori auricolari più efficaci).
L'intervento di insonorizzazione è risultato particolarmente efficace in quanto la composizione in frequenza del rumore generato dalle sorgenti più importanti è particolarmente concentrato alle alte frequenze (Figura 4).

Fig. 4
Efficacia delle barriere
Quando un'onda sonora incontra un ostacolo di altezza finita, ad esempio una barriera antirumore, il bordo della barriera genera un'onda diffratta che si propaga a valle dell'ostacolo: l'intensità dell'onda diffratta è comunque minore dell'onda diretta che si avrebbe in assenza della barriera. Questo tipo di intervento di insonorizzazione è efficace essenzialmente in condizioni di campo libero (o simili al campo libero) e quindi per sorgenti poste all'esterno (gruppi di aspirazione, torri evaporative, gruppi frigoriferi ecc.). In questi casi l'utilizzo di barriere è conveniente soprattutto quando queste sono collocate in prossimità delle sorgenti sonore. L'efficacia della barriera è funzione della posizione reciproca di sorgente e ricettore, dell'altezza della sommità della barriera (con eventuali top) e dello spettro di frequenza della sorgente (le barriere sono infatti pressoché inefficaci rispetto ai suoni di bassa frequenza, per i quali la lunghezza d'onda è dello stesso ordine di grandezza dell'altezza della barriera). In molti casi è conveniente rendere fonoassorbente la faccia della barriera rivolta verso la sorgente.
L'attenuazione di una barriera, anche nei casi migliori, non supera mai 15-20 dB. Diverso è il comportamento degli incapsulaggi, ovvero di cabine fonoisolanti che racchiudono completamente la sorgente. In questo caso, infatti, non si verificano fenomeni di diffrazione ai bordi: la potenza sonora trasmessa attraverso il dispositivo dipende dal potere fonoisolante (in genere molto elevato) delle pareti della cabina. Il punto critico di tali dispositivi è costituito dalle aperture, che possono essere richieste per ragioni di ventilazione o accessibilità delle apparecchiature interne e che devono essere opportunamente insonorizzate.
Efficacia dell'insonorizzazione dell'involucro edilizio
Quando occorre intervenire sull'isolamento di un edificio industriale è determinante comprendere che l'insonorizzazione dei componenti edilizi deve essere sufficientemente elevato da garantire un ridotto livello di emissione all'esterno. Tuttavia, il problema che spesso si pone deriva dalla presenza di elementi acusticamente "deboli" nell'involucro edilizio, quali vetrature, aperture, portoni ecc.
Questi elementi sono spesso determinanti, in quanto riducono drasticamente il potere fonoisolante e insonorizzante complessivo dell'involucro edilizio. Occorre pertanto prevedere la collocazione di aperture e portoni in posizioni tali da non immettere rumore all'esterno nelle direzioni critiche (quelle in cui possono esistere ricettori), oppure creare le aperture in zone dell'edificio che risultano più silenziose di altre.
Efficacia dell'isolamento alle vibrazioni

Fig. 5a

Fig. 5b
Molte macchine industriali emettono vibrazioni per cause diverse: nel caso delle macchine rotanti (pompe, compressori, motori, alternatori ecc.) si tratta di una equilibratura non perfetta (l'energia vibratoria sarà concentrata a una frequenza fondamentale e alle sue armoniche), mentre nel caso di presse, magli, macchinari in genere si tratta di vibrazioni di natura impulsiva, con un conseguente spettro di emissione a larga banda (gli impulsi sono, per loro natura, un "concentrato" di tutte le frequenze). In passato si tendeva a utilizzare delle "fondazioni isolanti" (Fig. 5a), mentre oggi sempre più spesso si tende a interporre un sistema di adeguati supporti antivibranti (Fig. 5b), che spesso sono più efficaci e più economici. Il concetto di fondazione isolante è il seguente: tra il basamento della macchina e la fossa di fondazione viene interposto un isolante elastico (gomma, sughero ecc.) in grado di impedire la trasmissione delle vibrazioni al terreno.
I supporti antivibranti sono invece costituiti da molle o particolari gomme che garantiscono un miglior taglio in frequenza. Il calcolo dell'isolamento può essere eseguito sulla base delle caratteristiche della sorgente (frequenza di rotazione, massa) e del supporto (deflessione statica o cedimento).
Quando la sorgente produce vibrazioni impulsive (presse, magli) il discorso si complica in quanto le frequenze generate sono a banda larga: in questi casi occorre valutare con grande attenzione l'efficacia dell'isolante a partire dalle frequenze molto basse a quelle elevate.
Presentazione di casi-studio
Vengono presentati i seguenti casi-studio di particolare interesse:
• trattamento acustico della sezione di prova di una galleria del vento per prove su autoveicoli in scala 1:1 ;
• realizzazione di una camera semianecoica con pareti piane;
• insonorizzazione delle torri evaporative di un impianto chimico;
• silenziamento dei camini di una centrale di cogenerazione.
Galleria del vento per la prova di autoveicoli

Fig. 6
La galleria del vento considerata permette di effettuare prove su autovetture a scala 1:1.
II rendering in 3D della figura 6 illustra il layout dell'impianto, in cui è riconoscibile il ventilatore assiale che genera il flusso d'aria, i quattro gruppi di deflettori agli angoli dell'edificio e la sezione di prova in cui viene posta la vettura.
L'esigenza di eseguire nella sezione di prova anche rilievi di tipo acustico ha reso necessario un impegnativo intervento di insonorizzazione, che è consistito nella sostituzione dei deflettori originali con nuovi elementi fonoassorbenti e nel trattamento acustico delle pareti della sezione di prova. Tali interventi di insonorizzazione non hanno modificato le caratteristiche aerodinamiche del sistema. I risultati delle misure acustiche prima e dopo l'intervento di insonorizzazione sono riportati nella tabelle prima e dopo.
Prima dell'intervento
di insonorizzazione
Vento a: |
PUNTO DI RILEVAMENTO |
1 |
2 |
3 |
4 |
5 |
0 Km/h |
90 |
90 |
91 |
91,2 |
91 |
20 Km/h |
90 |
90 |
91 |
91,2 |
91 |
60 Km/h |
96 |
93 |
93,4 |
93,3 |
93 |
100 km/h |
96,7 |
94 |
93,9 |
94.3 |
96,9 |
140 Km/h |
98,4 |
97,6 |
96,9 |
97 |
97 |
Misurazioni effettuata In dBA
Dopo l'intervento
di insonorizzazione
Vento a: |
PUNTO DI RILEVAMENTO |
1 |
2 |
3 |
4 |
5 |
0 Km/h |
68,3 |
61,9 |
63,2 |
63,3 |
63 |
20 Km/h |
70,3 |
67 |
66,9 |
66,5 |
66 |
60 Km/h |
68,3 |
61,6 |
62,2 |
61,6 |
65,4 |
100 km/h |
76,2 |
69,2 |
68,1 |
67,9 |
75,9 |
140 Km/h |
84,6 |
76,4 |
77,2 |
75,6 |
81,5 |
Misurazioni effettuata In dBA
Bibliografia
[I] Direttiva 8913921CEE - Direttiva del Consiglio del 14 giugno 1989 concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle macchine [2] Norma italiana UNI EN 458 - Protettori auricolari. Raccomandazioni per la selezione, l'uso, la cura e la manutenzione. Documento Guida (1995) [3] Norma Italiana UNI EN ISO 11690-1 -Acustica. Raccomandazioni pratiche per la progettazione di ambienti di lavoro a basso livello di rumore contenenti macchinario. Strategie per insonorizzazione e il controllo del rumore (1998) |
Tab. 2
Interventi diretti su varie categorie di sorgenti sonore
Fig. 2
Caratterizzazione del campo acustico nell'ambiente in cui è collocata una sorgente sonora; attraverso la comprensione delle caratteristiche ambientali risulta poi possibile prevedere l'intervento ottimale
Tab. 3
Interventi indiretti su varie categorie di contesti industriali
Fig. 3
Mappa della rumorosità ambientale all'interno di uno stabilimento industriale operante nel settore dello stampaggio a caldo
Fig. 4
Spettro di emissione di una pressa particolarmente rumorosa
Fig. 5a - Isolamento di una macchina vibrante
con fondazione isolante
Fig. 5b - Isolamento di una macchina vibrante
con supporti antivibranti
Fig. 6
Rendering in 3D della galleria del vento per le prove di autoveicoli |